lunedì, 23 novembre 2009

I Believe I can Fly.

Che. Lunedì. Terrificante.
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domenica, 22 novembre 2009

Fear of the dark

Volevo titolarlo 'Sognamo un ritorno in condizioni magnifiche' ma no, non è al momento possibile. Al momento sto trascinando un blog che manco si reggeva in piedi nei tempi migliori, figuriamoci adesso che è un anno che non lo cago. E' anche colpa di FB - il cui contatto darò solo a persone realmente interessate, che possibilmente ho visto almeno una volta nella vita, e donne - e della sua stracazzo di fattoria. E' colpa della connessione wireless, ché sì, qua arriva in wifi e salta ogni treperdue, è colpa del governo e romaladrona. Ma soprattutto, è colpa mia.


Che ho passato mesi così belli e intensi che il mondo vero sembrava, pensate un po', vero, e più colorato e più beDDo; che ho poi passato mesi così brutti e intensi che stare a internettare sembrava proprio perder tempo. Del come e perché sia finita non ho voglia di parlare e lo farò comunque solo se qualcuno me lo chiede. Restano da un lato le bambine, che si son trovate - di nuovo - monche, senza un pezzo. Dall'altra io, un padre posticcio che secondo me andavo pure benino ma che, evidentemente, non era abbastanza. Un fidanzato posticcio, perlopiù, da quest'estate. E dall'altra ancora una donna che non sa che cazzo fare nella vita. Ecco.


No grazie, non voglio comprensione pacche sulle spalle e dai che morto un papa se ne fa un altro, voglio solo scaricare quel po' di amaro che è rimasto e che fa contrarre la pancia ogni volta che la vedo. Sì perchè quello che i libri e i film non dicono mai è che dopo ci sono ancora un sacco di cose da fare, ritraslocare le mie robe, aggiustare le volture delle bollette, ogni tanto passa che le bambine mi chiedono di te. Non dicono mai che è questo il prezzo della decisione che hai preso, ma almeno l'hai presa, anche se è passato troppo tempo, ché a lasciar fare gli altri ti trovi per tutta la vita in una palude e alla fine non ti sai più muovere. E allora perdiamo ancora tempo anche qua sopra. Che almeno la decisione l'hai presa. Che almeno per te la strada è segnata e non ci son più dubbi su cosa devi fare, e sopportare. Che chi non sa decidere, in bene, in male o in peggio, è come fosse già morto e io coi morti non mi ci trovo, neanche a poker.


Che poi io quando sono unplugged me la vivo bene, è solo che ogni tanto bisogna anche lamentarsi, ed è meglio farlo qua sopra che non quando sei al lavoro.


Apparte la situazione sentimentale (devo scrivere 'vedovo' su fb) le altre - poche - novità non sono male a pensarci. La mia stanza è incasinata come quando avevo tre anni e ciò è cosa buona e giusta, mi fa sentire davvero bene, ma temo che quando passerà la mia mamma io non troverò più niente per un mese. Ma questo solo perché io ho un metodo di classificazione delle cose basato sull'odore, mentre lei insiste su una pragmatica sistemazione geometrica degli oggetti. Si vede che invecchiando inciampa sempre più spesso nella tridimensionalità.


Il lavoro va una merda, grazie. Perchè ce n'è troppo e noi non facciamo mai abbastanza, e non lo facciamo mai bene, e insomma, dovrebbe ridurci gli stipendi. In segno di protesta ormai lavoriamo tutti quanti con una provola nel culo.


Ragion per cui me ne sono trovato anche un altro, una di quelle cose che 'lavora da casa', 'sii il capo di te stesso' ecc. No, non cucio palloni né monto biro griffate san patrignano. Sono diventato un consulente del benessere. Sì, Herbalife. Come Pulsatilla tanti anni fa. Come quel tizio che era quasi campione italiano di motociclismo e poi ha cambiato idea.


Per darvi un'idea di come sia migliorata la mia qualità della vita, alla terza chiamata anonima di ragazzini insultanti mi son cambiato il piano tariffario, e ora lascio la cornetta alzata mentre loro mi ricaricano, gli insensibili ignari.


Per i curiosi: sì, facciamo le nostre riunioni tipo mese all'americana, con tanti applausi e balli e gente che si incapretta col radicchio. Chissene, ragazzi, sono i soldi che mi interessano. La parte bella di chi ha successo è che se ha anche i soldi può dire e fare più o meno quello che vuole e nessuno gli rompe il cazzo. Esattamente quello a cui miro io: a che nessuno mi rompa il cazzo, specie se mi vuole infilare una provola in culo


Cordialità

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martedì, 21 luglio 2009

La Macchina è temporaneamente chiusa per restauro, e si vede. D'altra parte questo blog non è una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato picchiettando a caso sulla tastiera. E si vede.
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venerdì, 06 marzo 2009

L'ansia da prestazione

Gli uomini, è noto, parlano con gli organi genitali. Lo fanno anche con quelli delle donne, anche se la conversazione si svolge solitamente dalla parte interna del cranio. Spesso si parla con degli organi genitali anche quando li si incontra per strada, ma non è questo il punto. Il punto è che un grave problema di questi anni sta colpendo milioni di noi. E mi ci metto anch'io, quella volta che per non arrivare troppo presto al traguardo mi misi a pensare a Mike Bongiorno. Fu un colpo, e ci misi sei o sette amplessi a riprendermi. Poi per un mese mi eccitavo solo guardando la Ruota della Fortuna, e dovetti convincere la mia partner a sostituire 'sto venendo' con 'allegria!'. Che poi il problema non è la bellezza in sé. Credetemi, ho avuto donne belle e donne brutte, e anche se non in quantità tale da fornire una statistica attendibile, posso affermare con sicumera che siete tutte piuttosto simili, anatomicamente. Eccetto forse la mia amica Gianluca. La paura di non farcela deriva piuttosto da motivi come a) aver appena concluso un'altra scopata, b) la donna ti sta insultando, o c) non me lo ricordo ma è stato brutto brutto brutto.


La questione del motivatore mi insignisce di qualità da personal trainer e leadership che non ricordo di aver mai posseduto; quando le distribuivano ero probabilmente occupato a possedere qualcos'altro. Ad ogni modo ritengo geniale il modo che questa ragazza ha usato per glissare sulla sua ansia da prestazione. Praticamente non sapeva cosa scrivere e allora l'ha scritto. Geniale.


Signori, ecco a voi Soleepioggia.


Ora capisco cosa provano gli uomini quando stanno per fare l'amore con una donna così bella, ma così bella che hanno una tale paura di non essere all'altezza...e alla fine succede sempre così, la profezia si auto-avvera e il sangue non affluisce proprio lì in quegli organi dove....beh mi avete capita...

Ora sono come quell'uomo in quel letto, a parlare al suo organo riproduttivo (non so se gli uomini parlino ai propri organi riproduttivi, ma secondo me in quelle occasioni lo fanno, e si arrabbiano, e li insultano, e loro imperterriti continuano a non collaborare) e cercare di radunare tutte le risorse e al contempo ricordare tutte le sue prestazioni eccezionali del passato dicendosi che sì, anche questa volta ce la può fare e può fare anche meglio!

Ma intanto....il sangue continua a non affluire. Come al mio cervello, cari lettori, il sangue non affluisce!



Ora, simpatico Daiquirius, io che ho sempre avuto in grande stima il tuo blog, mi ritrovo a scrivere qualcosa per te in un momento in cui...no! non posso scrivere qui quando sono a terra e praticamente morta.

Altro che saltellante come una capretta, sono strisciante come una lucertola alla fine dei suoi giorni!

Eppure, cari lettori, forse non lo sapete ma Daiquirius potrebbe fare il motivatore, o il coach, per usare un termine più figo.

Mi direbbe con un accento piemontese che immagino abbia : "Dai Soleepioggia, alzati, non strisciare, mica sei zoppa! Hai le gambe...e che belle gambe (perchè Daiquirius, anche se felicemente accasato, è un vero amante delle donne e delle forme femminili...), mettile in moto, cammina, corri, saltella. Ce la farai, ne sono certo ce la farai! E per dimostrarti che credo in te, ti invito a scrivere sul mio blog e so che di sicuro mi dimostrerai quanto vali!"



Oddio...io tremo....come non avere l'ansia da prestazione??



Allora, per dire...sono stata ferma su questa maledetta frase per ore...meditando...meditando...

Come l'uomo nel letto, che ormai mi è così simpatico che non lo abbandonerò tanto facilmente.

Oddio se l'uomo nel letto fosse stato davvero fermo con il suo organo sessuale a riposo per così tanto tempo, ormai la donna se ne sarebbe andata lasciandolo al suo destino.

E ovviamente questo accade anche a me!

Il letto non se ne va, come non se ne va il blog di Daiquirius, ma le persone se ne vanno se si sta fermi a lungo e immobili!





Comunque, amici, vi lascerò con una storiella, la cui morale è sempre valida.



Ogni mattina, a Genova, una capretta si sveglia, sa che deve saltellare come ogni mattina, altrimenti verrà uccisa.

Ogni mattina, a Genova, una lucertola si sveglia, sa che deve strisciare come ogni mattina, altrimenti morirà.

Quindi…non è importante che tu sia una capretta o una lucertola, l'importante è che se non vuoi morire continui a muoverti!


[Soleepioggia]

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martedì, 03 marzo 2009

Invito

Cari Endriu and Engi,

naturalmente sarò in prima fila al municipio, anche se mi accontenterò di un terzo - quarto posto al ristorante.

Spero che tu abbia già trovato dei testimoni perchè non so assolutamente come si fa (anche se ho l'abito delle grandi occasioni pronto nell'armadio).

Ti farò sapere entro breve se ci sarà anche la mia dolce metà, ma credo non ci siano problemi, sapendolo con tanto anticipo.

Nel frattempo vi auguro una buona attesa in attesa della dolce attesa :)

Ah, e naturalmente cercate di non litigare in questi mesi, soprattutto Endriu ricordati che le donne se non sono stressate non sono donne, mantieni la calma e lei un giorno ti ringrazierà, presumibilmente intorno ai settant'anni, quando tesserà le tue lodi di fronte ai bisnipoti.


Vado a comprare una limousine da riempire di confetti, per le bomboniere non ti preoccupare mi accontento di una di quelle statuine in gesso da cinquanta centesimi. Sul Tv al plasma invece sono più esigente.

Del resto Paris Hilton ha imposto ai suoi amici di non scendere sotto i 5000 dollari per i regali del suo compleanno, mi sembra che tu possa fare il minimo sindacale per me che ti sono sempre stato vicino. Almeno 38 pollici.


Se hai bisogno di qualcosa non ti resta che fare la lista nozze, magari se non la fai a Dublino riesco anche a mettere qualcosa per non sentirmi in colpa alla decima grappa che ordinerò quel giorno.

In ogni caso potrei consigliarti di inserire nella lista un buon coadiuvante dell'amore. Almeno 38 pollici.

Tutto questo è già stato pubblicato e decine di persone di cui tu non sai niente stanno leggendo di voi. Non è fantastico? Quando il matrimonio diventa social network.


A proposito, quanto pensi che sarà necessario investire per farvi uno scherzo idiota? Dovrei sapere dove si farà il pranzo, perché se c'è una piscina potrei raccogliere tutti i soldi, metterli in un grosso sacco, consegnarti canoa e pagaia e augurarti buon lavoro.


Oppure rimanendo sul classico, con i barattoli attaccati all'auto. E dei testimoni di geova dentro ai barattoli.


Sì, penso che ti abbonerò a Torre di Guardia, barrando con una 'x' la casella dove si chiede se vuoi ricevere visite a domicilio per approfondire l'argomento Dannazione Eterna Se Non Ci Versi Una Quota Sostanziosa.


Ma per adesso dormi sonni tranquilli, da qui a giugno hai tempo a ripensarci.


Saluti, Daiquirius

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martedì, 24 febbraio 2009

La terza tetta

Vi giuro che non ci credevo. La signorina in onda oggi detiene, oltre che un paio più che abbondante di seni prosperosi, anche un sense of humor degno di un capitano Picard sotto anfetamine (forse ho sbagliato esempio). Ma lasciamo da parte i preamboli, dato che come ben sapete le cose importanti di una donna non sono le sacche lattifere; nessun uomo in realtà sa che cosa siano queste cose importanti, dato che esse donne le nominano col misterioso appellativo: 'le mie cose'. Forse intendono dei cincillà che crescono sotto le ascelle, forse la passione per l'orticoltura. Non lo sappiamo. Ma sappiamo bene cosa è importante per noi in una donna. L'unico organo in grado di eccitare veramente (se hai un QI di almeno 60 hai capito al volo cosa intendo), l'unica parte del corpo che davvero rende una donna più...donna, la rende un traguardo spesso irraggiungibile, un sogno di tutti gli italiani medi (ho sbagliato di nuovo esempio). Se hai un QI under 60: il cervello, idiota, il cervello.


Enterprise...data astrale 29.8

Diario del capitano:

siamo entrati in contatto con un'astronave Tettaliana in avaria, ci chiedono soccorso.

E' salita a bordo una Tettaliana, dalle fattezze umane, ma con qualcosa di diverso, che non saprei definire a prima vista...



L'equipaggio è in subbuglio ma non riesco a spiegarmi il motivo...



Nell'ambulatorio del dr. D.P.



Tettaliana: - Dottore, mi dica è grave?

Dr. D.P.: - Non saprei, sembra semplicemente un accumulo di grasso...ma da quant'è signorina?

T.: - Ehm...signora prego

Dr. T.: - Signora? Ma quanti anni ha?

T.: - 370!

Dr. D.P.: - Ah, ma sa che gliene davo 100 di meno?

T. (compiaciuta..): - ...

Dr. K.: - Torniamo a noi...Ma dunque da quanto tempo?"

T.: - Ma, non saprei...una decina d'anni

Dr. D.P.: - Ma cosa aspettava?..

T.: - Bhè, veramente, mi ci sono affezionata, le ho anche dato un nome

Dr. D.P.: - ...

T.: - L'ho chiamata "la terza tetta"

Dr. D.P. (scuote la testa) : - ...su una spalla?

T.: - Embè? Sono Tettaliana... E ora?

Dr. D.P.: - Ora facciamo un'ecografia, poi si mette in contatto con l'infermiera di comando, che la inserirà in lista d'attesa e la togliamo

T.: - Bene... (sticazzi...) aspetto la chiamata



L'astronave della Tettaliana è riparata, così riprende il viaggio per mondi sconosciuti, alla ricerca di altri Tettaliani sulla faccia dell'universo.

Nessun Tettaliano però abita in quel settore...



La Tettaliana si convince che forse dovrà umanizzarsi...prende coraggio e chiama l'infermiera di comando...in lista d'attesa; ora non le resta che aspettare la chiamata dell'infermiera C.T.



Lunedì 16 febbraio...ora ottava, suona il televocalatore della Tettaliana...

T.: - Tettaliana in ascolto, parli pure!

C.T.: - Sono l'infermiera di comando C.T. sì è liberato un posto: potrebbe venire a togliere la "terza tetta"

T.: - Così? Senza preavviso? Sono su una rotta di marcia distante anni luce da lì, non posso farcela!

C.T: - Immaginavo, ma il Dr. D.P. ha insistito che la chiamassi

T-: - Grazie, ma oggi proprio non ce la faccio (panico, panico...)

C.T.: - Allora le dò subito appuntamento a lunedì prossimo, ora ottava...digiuna...poi all'ora undicesima asporteremo la terza tetta

....

settimana di panico...

....

domenica 22 febbraio

Manca un giorno all'asportazione della terza tetta..la Tettaliana sta valutando l'idea di proporre all Dr. D.P. di prendere il grasso asportato dalla terza tetta e trasferirlo nelle altre due, o farci fare un po' di strutto per friggere i dolci tipici del carnevale tettaliano.

...

Nel frattempo, pensando al fatto di dovere essere digiuna l'indomani all'ora ottava, la Tettaliana si ingozzerà di dolci Tettaliani.

...


 


[nnsonnrispondo]

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martedì, 17 febbraio 2009

Fosforo

Mi ero quasi dimenticato di aver partecipato a un contest che, mi accorgo ora, ho splendidamente ed inaspettatamente perduto. Clamoroso. Comunque andatevelo a leggere qui e potete anche non commentare, tanto è storia finita. Vatti a fidare della memoria.
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sabato, 24 gennaio 2009

Otis Bjeta

Scritto da latteo dietro mio invito. Converrete che ha uno stile inavvicinabile. Anche il mio stile è inavvicinabile, a meno di non avere sottomano un grosso bastone. Lui sembra più Jerry Lewis. Non riesci a credere che ha appena detto quello che ha appena detto. Ed è un complimento.


Da due anni mi sbronzo al Marcà.

(nel senso, prima mi sbronzavo altrove)

Da due anni un tipo biondino riordina i bicchieri.

In due anni non ha mai parlato a nessuno.

Mai.



Da una settimana non c'è piu.

C'è un sostituto.

Io il biondino non so come si chiama, ma secondo me si chiama Otis Bjeta.

Spero ritorni, perchè io a Otis voglio tanto bene.

Eccolo:



"Sia chiaro che io porto via i bicchieri vuoti ma non vi sto servendo.

Non sono un cazzo di cameriere.

Io porto via i bicchieri vuoti perchè voi stronzi debosciati oltre a disfarvi di spriz, i bicchieri, se vi gira, li rubate pure.

Io non sono un cameriere.

Io non sono uno sguattero.

Io rappresento l'ordine.

Sono una forza dell'ordine.



E' quello che mi diceva sempre mio padre.

Quando mi fraccava di botte.



Mi chiamo Otis perchè mio padre adorava Otis Redding.

Mio padre, Otis Redding, nella fattoria a Chernivistji, dove abitavamo, c'aveva un bel coraggio a ascoltarlo.

Mio padre, Otis Redding, in tutta la Moldavia, saran stati in due ad acoltarlo.

Uno era lui.

Mi sa l'altro ero io.



Infatti, quando mio padre mi fraccava di botte, mi cantava sempre 'Try a little Tenderness'.



Mio padre aveva il senso dell'umorismo.

Io non ce l'ho.



Quindi è inutile se mi sorridete, o provate a dirmi qualcosa, mentre vi porto via il bicchiere.

E' inutile che parliamo.

A me interessa portare indietro i bicchieri.

Lo faccio.

Trovo apprezzabile portare indietro dei bicchieri sporchi.

Perchè verranno lavati.

E messi in ordine.

Il resto, son frivolezze che, scusate, tengo volentieri per me.



Non ho un metodo particolare per i bicchieri.

Guardo.

Vi guardo.

So dove siete.

Non mi serve molto altro.

All'inizio mi preoccupavo molto di più, è vero.

Ma adesso, mi basta guardarvi.

So dove siete.

Seguirvi, non mi interessa: non favorirebbe certo l'ordine.



Non mi abbasso a parlarvi.

Voi sporcate i bicchieri.

Io, io faccio il mio dovere.

Io, i bicchieri li restituisco alla pulizia.

Io, i bicchieri, li restituisco all'ordine.



E' per questo che non vi parlo.

Non è che vi disprezzo.

Ma parlarvi non mi interessa.

Mi interessa l'ordine.



Quello che c'è adesso al mio posto.

Lui si. Lui lo disprezzo.

Lo so.

Sembra più Moldavo di me. E' vero.

E' biondino e basso come me.

Consentitemelo: io forse non sono bello, ma ho un certo fascino.

Lui è veramente brutto, converrete.

Spesso, sulla zattera in erbaria, fuma.



E, ve ne siete accorti.

Parla.

Molto.

Dice una marea di stronzate.

Dice una marea di banalità che forse ritiene il modo simpatico di portare indietro i bicchieri.

Non esiste un modo simpatico di portare indietro i bicchieri.

I bicchieri si portano indietro e basta.



Ecco.

Pensare a quell'insulso mi ha fatto innervosire.

Vado a casa da mio figlio Adriano.

Credo lo fraccherò di botte.

Cantando 'Una carezza in un pugno'.



In fondo anche io ho il mio bravo senso dell'umorismo."


[latteo]

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